sabato 27 novembre 2010

appello agli opertori sociali per la nascita di un coordinamento di settore

è sicuramente venuto il tempo di attivare e trasformare le forze di chi quotidianamente opera nel settore dei servizi sociali e del privato sociale, ambiti che negli ultimi anni, da un lato hanno subito i riflessi di politiche scellerate caratterizzate dai tagli e dal ridimensionamento dei servizi in cui lavoriamo e dall'altro hanno generato automaticamente un calo degli standard qualitativi dei servizi rivolti ai più deboli.
oggi più che mai sono agli occhi di tutti i cambiamenti nel mercato del lavoro, le organizzazioni del terzo settore che dovrebbero auspicare ad un cambio della società in senso solidaristico, mutualistico ed ambire ad un sistema più giusto sono entrate a pieno titolo nel mercato dello sfruttamento, si sono trasformate in fabbriche di precariato e non tenendo botta ai processi di cambiamentio dettati dall'economia globale si lasciano risucchiare dai ricatti degli amministratori locali accettando compromessi che solo qualche anno fa sarebbero stati inproponibili.
se le organizzazioni del terzo settore in qualche modo governano i cambiamenti sopraccitati lo fanno comunque a spese dell'utenza e degli operatori sociali che sono sempre di più soggetti al ricatto e al ridimensionamento del loro orario di lavoro e in molti casi alla cessazione del rapporto stesso.
vittime sacrificali di queste politiche quelli che in gergo chiamiamo utenti e le loro famiglie, che vedono ridimensionati i supporti diretti al miglioramento delle loro condizioni di vita.
se da un lato i ridimensionamenti dei servizi a livello quantitativo sono qualcosa di inconcepibile in uno stato di diritto è ancora più scandalosa la chiusura di interi servizi e l'idea secondo cui per mancanza di fondi si possano ridimensionare gli standard qualitativi di servizi come comunità per minori o servizi residenziali, a tal proposito pubblichiamo uno stralcio del verbale dell'incontro dei comuni di un Ambito Sociale senza indicare il luogo in cui è stata costruita tale assurdità:
" SI DA MANDATO AL........ DI CONVOCARE CONGIUNTAMENTE UNA RIUNIONE CON I REFERENTI DELLE COMUNITà DI ACCOGLIENZA........... AL FINE DI AFFRONTARE IN MANIERA FORTE LA PROBLEMATICA DELLA SOSTENIBILITA' DELLE RETTE DI ACCOGLIENZA, FORMULANDO ANCHE L'IPOTESI, LADDOVE POSSIBILE DI ABBASSARE I LIVELLI QULITATIVI DEGLI INTERVENTI, AL FINE DI CONTENERE AL MASSIMO LA SPESA."
chi sa cosa ne penserebbe il procuratore della Repubblica per i minri, o la Presidente del TM di Ancona, o i Giudici tutelari, è certo che sarebbero loro a dover indicare cosa può essere negato ad un minore, cosa può essere qualitativamente ridimensionato, mentre i comuni delegano tutta la responsabilità alle organizzazioni del sociale che pur di non compromettere i rapporti con le amministrazioni cedono ai ricatti e mettono a rischio chi poi opera effettivamente sul campo, esponendo a rischi incontrollabili operatori e utenti... assurdo!!!! ed è ora di opporsi.
e cosa dire a proposito della compartecipazione delle famiglie al costo dei servizi e al taglio degli assegni di sostegno alle famiglie svantaggiete, anche su questo tema pubblichiamo uno stralcio dalla stessa fonte del precedente:
"SI DA MANDATO AL.......... DI CONVOCARE ENTRO LA FINE DELL'ANNO UNA RIUNIONE CON LE FAMIGLIE DEGLI UTENTI CHE USUFRUISCONO DEI SAD IN CUI SOTTOLINEARE LA NECESSITA' DI FISSARE, LA MODALITà A PARTIRE DAL 2011, UNA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DEL SERVIZIO FRUITO."
anche questo esempio è esaustivo per capire cosa sta succedendo nel nostro settore e come le politiche neoliberiste stiano facendo passare la teoria che piano piano i servizi diretti alle persone svantaggiate dovranno essere finanziate dal pivato, dalle stesse organizzazioni come aziende profit e fondazioni, che prima aderendo premeditatamente al modello economico generano disagio e disparità e poi dovrebbero essere sempre le stesse a riparare i danni che perpetuano: sarebbe come dire alla rosh di trovare la cura alla depressione o alla malboro di scoprire la medicina che fa smettere di fumare.
lanciamo quindi l'appello a costituire un tavolo/osservatorio permanente di settore di tutti i lavoratori del sociale, degli utenti e delle loro famiglie per stabilire la piattaforma di lotta per contrastare i numerosi attacchi allo stato sociale e alle condizioni di lavoro degli operatori sociali nella nostra regione, chi fosse interessato scriva a operatorisocialiinlotta@gmail.com o lasci un commento su questo blog per segnalare problemi analoghi o colleghi che hanno intrapreso strade simili.
data l'urgenza del momento si auspica di riuscire a fissare un incontro entro breve tempo.
ciao

"DOVE STIAMO ANDANDO VERSO IL KAOS O LA COMUNITA'" MARTIN L. K.